Ascensione
Dopo aver parlato con loro il Signore Gesù fu elevato al cielo e siede alla destra del Padre. È il Mistero che oggi noi contempliamo, e celebriamo, la glorificazione di Gesù, la sua elevazione al cielo. A Pasqua abbiamo sottolineato la vita, Gesù ha ripreso la vita, era morto in croce ed è risorto; oggi celebriamo la glorificazione, Gesù che regna glorioso assieme al Padre e allo Spirito, Signore della gloria, Egli vive e regna come diciamo in ogni preghiera. Dunque, Gesù non se ne è andato, si è solo nascosto, si è velato, e ha portato la nostra umanità, il suo corpo fisico, risorto, nella gloria del Padre. Adesso partecipa a quella umanità che gli uomini hanno torturato e ucciso, quell'umanità adesso partecipa della gloria stessa di Dio, e della sua Onnipotenza. Il Figlio di Dio è nel suo corpo, l'Onnipotente, il Signore dell'universo, Colui che guida la storia come ci ha detto, fino alla sua conclusione. Allora il primo sentimento oltre che di ammirazione di lode e di gioia, perché Gesù ci ha preceduti, come abbiamo detto nella preghiera. E noi siamo destinati ad entrare nella stessa gloria del Signore risorto, la nostra umanità ormai ha questa destinazione, la gloria stessa di Dio, la sua vita gloriosa, la sua lode, la sua festa, la sua gioia, che sarà anche la nostra. Intanto però Gesù vuole che questa partecipazione sia annunciata e partecipata a tutta l'umanità. Ecco il comando preciso che dato: andate in tutto il mondo e predicate il Vangelo ad ogni creatura, chi crederà e sarà battezzato sarà salvo, chi non crederà sarà condannato. Allora promette anche alcuni segni straordinari, come parlare lingue nuove, prendere in mano serpenti, toccare i malati e guarirli, cacciare i demoni, segni che Lui ha operato, nella vita storica e che adesso opererà attraverso l'opera dei discepoli i quali devono continuare questa stessa missione, liberare il mondo dal potere del maligno, a tutti i livelli, dalla possessione fino agli altri fenomeni diabolici che noi sappiamo e conosciamo. Questi alcuni mezzi straordinari, poi ci sono i mezzi ordinari, con cui Gesù accompagna la sua Chiesa e che sono annuncio di Lui, come la vita delle sue comunità. Rileggendo i primi capitoli del Libro degli Atti degli Apostoli, vediamo delle comunità fervorose, erano piccoli gruppi si capisce, le comunità cristiane a cominciare da Gerusalemme, ma ricche di fervore, intensamente impegnate, nella preghiera, nella carità, nel volersi bene, nella comunione fraterna come descrive Luca, al punto che nella comunità di Gerusalemme era sparita la miseria. Nessuno era misero da dover chiedere l'elemosina, ma non c'erano neanche i ricchi, perché c'era questa distribuzione dei beni tra tutti i fratelli. E' un esempio unico, se vogliamo ma indicativo di come c'era questa unione profonda nella comunità, e questo era un buon annuncio, perché molti temevano di unirsi ai cristiani, ma molti erano anche attratti da queste comunità e quindi chiedevano di entrarci, di partecipare a questa vita così bella, non idilliaca, perché non mancavano i problemi, e neanche le tensioni, ma una vita vera piena, bella, gioiosa, era la predica del buon esempio oggi diremo che attraeva, era un modo di annunciare il Vangelo. E poi, e poi c'era la vita dei singoli, chiaramente ogni credente faceva quello che poteva nel suo ambito; sappiamo tutti che a Roma, l'annuncio cristiano non è giunto dagli Apostoli, ma dai soldati romani che tornando in Patria portavano l'entusiasmo della fede, e quindi annunciavano il Vangelo, poi è andato Pietro, Paolo, ma prima hanno fatto i cristiani l'annuncio del Vangelo, con la loro vita, con la loro gioia. Ma poi c'è la Parola di Gesù, ecco il Vangelo, che ha una forza propria, una forza che conquista, perché è Parola di Dio, è Parola di Gesù. Questa Parola il Vangelo, è la bella notizia, che gli uomini si aspettano, e la bella notizia è una sola: Che Dio ci vuole talmente bene da mandarci il Figlio. E il Figlio ci vuole talmente bene da dare la vita per noi. Chi crede in Lui è salvato perché si aggrappa all'unica àncora di salvezza che esiste, non c'è ne un'altra. Questa àncora si chiama Gesù che ci strappa dalla morte eterna, e ci inserisce nella sua vita. Ecco l'annuncio. Siamo liberi dai poteri di questo mondo, soprattutto dal potere demoniaco, e siamo ancorati a Lui che ci vuole bene, e ha dato la sua vita per noi, per inserirci nella sua vita. Ecco la bella notizia. il Vangelo. Chi crede è salvato, entra in questa dimensione nuova, inimmaginabile per gli uomini. Ma è la notizia che ricarica, che dà senso, che da bellezza, alla vita. E questa è la fede. La nostra risposta. Chi crede è si fa battezzare è salvato. perché la fede, non è soltanto un sapere, altrimenti diventa filosofia, o peggio ancora gnosis, è adesione ad una persona, incontro con questa persona che è Gesù, e allora ha bisogno anche di un contatto, perché Gesù è anche umanità. E noi siamo persone umane, abbiamo persone del contatto; il Battesimo e gli altri sacramenti sono gli incontri, personali di Gesù con noi, nella chiesa. Allora la fede ha bisogno di questo contatto, quello che noi grazie a Dio abbiamo fatto nel Battesimo, e che continuiamo di domenica almeno nell'incontro sacramentale con il Signore. La fede è questo dono che Dio ci ha fatto. Paolo la paragona al miracolo della creazione, quando Dio disse: Sia la luce, e la luce fu. Questa luce si è accesa anche nel nostro cuore dice l'Apostolo, perché noi vediamo la luce, la gloria di Dio, risplendere nel volto di Cristo. Allora oggi la giornata in cui dobbiamo rinnovare questa fede, la certezza che il Signore è il Risorto, è nella gloria, ma è sempre accanto a noi, non ci abbandona, è solo velato dalla nube di cui ci ha parlato nel Libro degli Atti, ma è presente, accompagna la Chiesa, sostiene la nostra vita, perché noi annunciamo il Vangelo con la nostra vita prima di tutto poi anche con la Parola. Allora dire grazie è il minimo che possiamo fare, grazie per il dono della fede, è un dono, ma è un dono che ci fa e che deve crescere, dobbiamo esercitare la fede, usarla, perdonate il verbo, che non è molto bello, ma usare la fede nella vita, perché è una forza, questa certezza che Dio è con noi ci accompagna sempre anche quando c'è il buio, anche quando il sole si nasconde, ma il sole resta, presente, velato ma c'è. E così è il Signore della nostra vita, qualche volta può anche nascondersi, ma c'è, e noi dobbiamo rinnovare questa certezza, questo dirgli "Signore mi fido di te, che mi accompagni, mi abbandono a te, aumenta la mia fede", perché solo con la fede possiamo reggere bene il senso della nostra vita. Senza fede siamo disperati. E tutti vediamo come brutta, sia terribile la disperazione, in questo mondo prima che nell'altro. Allora mentre contempliamo il Signore che entra nella gloria del Padre, lo seguiamo con il cuore, con la fede e con l'amore, chiedendogli, che alimenti la nostra fede, la renda sempre più bella e più forte, perché con la fede, tutto è possibile.